Mi scuso per la mncanzo di aggiornamenti, ma sto lavorano al sito dell'Alex Del Piero World www.alexdelpieroworld.com che prima dell'inizio del prossimo campionato sarà attivo e superaggiornato per tutti voi! Nel fattempo vi ricordo che il nuovo forum di Alex Del Piero è attivo all'indirizzo www.alexdelpiero.com/forum quindi iscrivetevi in tanti!
A presto!
domenica 12 luglio 2009
giovedì 9 aprile 2009
Tragedia in Abruzzo
L'Alex Del Piero World è vicina all'Abruzzo, agli sfollati e alle famiglie delle vittime del tragico terremoto che ha colpito qualche giorno fa il centro Italia.
lunedì 6 aprile 2009
Juventus - Chievo 3-3
Pellissier ferma la rincorsa bianconeraLa sesta vittoria consecutiva non è arrivata, proprio sul più bello. La rete dello scatenato Pellissier (la terza di giornata) al 90’ blocca i bianconeri su un 3-3 che sa di beffa. Il Chievo ottiene il primo storico pareggio a Torino, rendendo vane le segnature di Chiellini, Camoranesi e Iaquinta.
Le chance di restare in corsa si riducono. I bianconeri portano a casa un solo punto, che fa salire a nove lo svantggio sull'Inter che ha vinto a Udine. Tutto questo con lo scontro diretto che si avvicina. Sabato l’ultima tappa prima del big match, con la squadra di Ranieri attesa in casa del Genoa di Gasperini.
Dopo la sosta, si trovano di fronte le due che erano arrivate meglio prima dell’impegno delle Nazionali. Il Chievo in piena lotta salvezza contro una Juve che prova a giocarsi le sue chance di aggancio alla vetta.
Ranieri può finalmente contare su quasi tutta la rosa e butta fin dall’inizio gran parte della squadra che aveva vinto a Roma. Davanti al festeggiato Buffon (300 con i bianconeri), giocano Grygera, Mellberg, Legrottaglie e Molinaro. Salihamidzic e Giovinco confermati in mezzo al campo insieme a Tiago e Marchisio. Davanti la coppa Del Piero-Iaquinta.
Le difficoltà sulla carta si concretizzano sul campo. Il Chievo arriva all’Olimpico non per fare la vittima sacrificale, regge bene alle iniziali sfuriate juventine e prova a colpire in contropiede. Arma che funziona al 24’ quando Pellissier trova un varco giusto, salta anche Buffon e insacca.
Il gol arriva un minuto dopo il cambio obbligato Salihamidzic-Camoranesi. L’italo-argentino entra subito in partita e da una sua invenzione nasce il pareggio di Chiellini con una girata da attaccante di razza: 1-1 al 34’.
La rete risveglia i bianconeri che macino gioco e creano occasioni a ripetizione, ma Sorrentino ferma tutto, dimostrandosi all’altezza soprattutto in uscita, quando anticipa Marchisio e Tiago, ma anche respingendo un tiro di Del Piero. Ma prima del riposo arriva la seconda beffa per i bianconeri con Pellissier che trova ancora una volta l’angolo giusto.
Ripresa. Ranieri cambia subito e dà un tocco di francese alla squadra: dentro Trezeguet e Zebina, fuori Del Piero e Grygera. Ma è soprattutto un’altra Juve ad uscire dagli spogliatoi. Più decisa e cattiva agonisticamente. Il Chievo capisce subito che sarà una ripresa da passare tutta nella propria area.
Il pareggio arriva al 7’ con Camoranesi che, con l’aiuto di Yepes, trova il varco per battere Sorrentino. Sorrentino che torna protagonista e in pochi minuti salva su Iaquinta, Giovinco e Trezeguet. E’ un assedio continuo che però non dà il frutto sperato. Di Carlo manda in campo Esposito e Mandelli per Bogdani e Sardo. Il bunker gialloblu regge fino al 33’ quando Zebina e Camoranesi confezionano il gol di testa di Vincenzo Iaquinta.
Di Carlo manda in campo anche Langella per provare a rimontare. I bianconeri controllano le sfuriate ospiti e vanno a caccia del poker. E anche la mossa del tecnico veronese è azzeccata. Proprio Langella parte a sinistra e centra per il 3-3 di Pellissier, proprio al 90’. Una rete pesantissima, che ferma la marcia dei bianconeri proprio sul più bello.
Serie A 2008/09 – 11ª giornata di ritorno
Torino, stadio Olimpico
Domenica 5 aprile 2009
JUVENTUS-CHIEVO 3-3 (1-2)
RETI: 25’ pt, 44’ pt e 45’ st Pellissier, 34’ pt Chiellini, 7’ st Camoranesi, 33’ st Iaquinta
JUVENTUS: Buffon; Grygera (1’ st Zebina), Mellberg, Chiellini, Molinaro; Salihamidzic (24’ pt Camoranesi), Tiago, Marchisio, Giovinco; Iaquinta, Del Piero (1’ st Trezeguet). A disposizione: Chimenti, Poulsen, Marchionni, Nedved. All. Ranieri.
CHIEVO VERONA: Sorrentino; Sardo (25’ st Mandelli), Morero, Yepes, Mantovani; Luciano, Rigoni, Marcolini (39’ st Langella); Pinzi; Pellissier, Bogdani (19’ st Esposito). A disposizione: Squizzi, Scardina, Colucci, Italiano.
ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo.
AMMONITI: 28’ pt Sardo.
Ranieri: «Una Juventus a due facce»
Il commento di Ranieri dopo il 3-3 casalingo con il Chievo. «Quella di oggi è stata una Juventus a due facce, un po’ dottor Jekyll, un po’ Mr Hyde» ha sintetizzato Ranieri a fine gara.
«Il Chievo si è presentato ben ordinato e ci ha creato problemi con le sue ripartenze. Ci abbiamo messo parecchio ad entrare in partita e, dopo esserci riusciti, abbiamo creato numerose azioni da gol, non riuscendo però a tenere il risultato fino al novantesimo. Peccato per come è andata a finire, nella ripresa avevamo fatto la cosa più difficile, ovvero ribaltare lo svantaggio e passare sul 3-2. Venivamo da cinque successi consecutivi, speravamo di continuare con lo stesso passo anche dopo la sosta per gli impegni della Nazionale. Non è stato possibile, ma il calcio è così. Ci sono difficoltà in ogni gara, oggi il Chievo ha fatto quattro tiri in porta e tre gol, dobbiamo accettare il risultato e andare avanti».
Il commento di Ranieri dopo il 3-3 casalingo con il Chievo. «Quella di oggi è stata una Juventus a due facce, un po’ dottor Jekyll, un po’ Mr Hyde» ha sintetizzato Ranieri a fine gara.
«Il Chievo si è presentato ben ordinato e ci ha creato problemi con le sue ripartenze. Ci abbiamo messo parecchio ad entrare in partita e, dopo esserci riusciti, abbiamo creato numerose azioni da gol, non riuscendo però a tenere il risultato fino al novantesimo. Peccato per come è andata a finire, nella ripresa avevamo fatto la cosa più difficile, ovvero ribaltare lo svantaggio e passare sul 3-2. Venivamo da cinque successi consecutivi, speravamo di continuare con lo stesso passo anche dopo la sosta per gli impegni della Nazionale. Non è stato possibile, ma il calcio è così. Ci sono difficoltà in ogni gara, oggi il Chievo ha fatto quattro tiri in porta e tre gol, dobbiamo accettare il risultato e andare avanti».
Iaquinta: «Speravo che il gol portasse alla vittoria»
E’ un Vincenzo Iaquinta in versione Mondiale quello del 2009. Gol mercoledì in Nazionale, ma soprattutto gol in bianconero. Dopo la doppietta con la Roma, l’attaccante ha segnato anche al Chievo – bissando quello dell’andata -, ma questa volta non è servito per i tre punti.
«Speravo che la mia rete potesse portarci alla vittoria – dichiara Vincenzo a fine gara – invece abbiamo sprecato un’occasione. Purtroppo spesso fatichiamo in casa contro le piccole che vengono qui e si chiudono. Ora si fa più dura per lo Scudetto. Comunque restiamo secondi e continuiamo a guardare avanti».
E’ un Vincenzo Iaquinta in versione Mondiale quello del 2009. Gol mercoledì in Nazionale, ma soprattutto gol in bianconero. Dopo la doppietta con la Roma, l’attaccante ha segnato anche al Chievo – bissando quello dell’andata -, ma questa volta non è servito per i tre punti.
«Speravo che la mia rete potesse portarci alla vittoria – dichiara Vincenzo a fine gara – invece abbiamo sprecato un’occasione. Purtroppo spesso fatichiamo in casa contro le piccole che vengono qui e si chiudono. Ora si fa più dura per lo Scudetto. Comunque restiamo secondi e continuiamo a guardare avanti».
Camoranesi: «Abbiamo trovato un Chievo in forma»
La pausa non ha scalfito lo stato di forma del Chievo. A Torino si è vista la stessa squadra che, prima di lasciare spazio alle Nazionali, aveva fatto passi importanti verso la salvezza. Evidentemente l’Olimpico porta bene ai veronesi che, nell’altro Olimpico – quello di Roma – aveva raccolto un’altra grande vittoria contro la Lazio.
Il 3-3 in casa bianconera va archivio non solo con note negative. Tra gli aspetti positivi ci sono la voglia di riscatto della squadra e il ritorno in campo di Camoranesi, autore di un gol (aiutato da una deviazione di Yepes) e due assist. «Non credo sia stato il mio ingresso a cambiare la partita – commenta Mauro a fine gara -, abbiamo subito preso il gol e questo ci ha dato la scossa. Nel secondo tempo siamo stati bravi a rimontare e portarci in vantaggio contro un Chievo in forma, come quello che ha vinto a Roma e che ci ha messo in difficoltà. Discorso Scudetto? Era già difficile prima, ma fino a quando la matematica non ci taglia fuori ci proveremo».
La pausa non ha scalfito lo stato di forma del Chievo. A Torino si è vista la stessa squadra che, prima di lasciare spazio alle Nazionali, aveva fatto passi importanti verso la salvezza. Evidentemente l’Olimpico porta bene ai veronesi che, nell’altro Olimpico – quello di Roma – aveva raccolto un’altra grande vittoria contro la Lazio.
Il 3-3 in casa bianconera va archivio non solo con note negative. Tra gli aspetti positivi ci sono la voglia di riscatto della squadra e il ritorno in campo di Camoranesi, autore di un gol (aiutato da una deviazione di Yepes) e due assist. «Non credo sia stato il mio ingresso a cambiare la partita – commenta Mauro a fine gara -, abbiamo subito preso il gol e questo ci ha dato la scossa. Nel secondo tempo siamo stati bravi a rimontare e portarci in vantaggio contro un Chievo in forma, come quello che ha vinto a Roma e che ci ha messo in difficoltà. Discorso Scudetto? Era già difficile prima, ma fino a quando la matematica non ci taglia fuori ci proveremo».
Giovinco: «Perso un’occasione per avvicinarci»
Nove finali da vincere per cercare di agguantare un’impresa. Purtroppo la prima non è finita al meglio, rovinata da un Chievo che fino alla fine ci ha creduto e ha strappato il primo storico pareggio a Torino. Il 3-3 finale ha interrotto la corsa dei bianconeri, pronti a riportarsi a meno quattro dell’Inter e guardare con più serenità il match dei nerazzurri a Udine.
A fine gara, il rammarico è soprattutto per questo, per la chance mancata per accorciare le distanze dalla vetta. Parola di Sebastian Giovinco: «Abbiamo mancato un’occasione, potevamo vincere e riavvicinarci. Peccato perché avremmo meritato, a parte la prima mezz’ora in cui abbiamo avuto qualche difficoltà, per il resto abbiamo creato le nostre occasioni. Ora dobbiamo continuare a pensare a noi stessi e non all’Inter».
Nove finali da vincere per cercare di agguantare un’impresa. Purtroppo la prima non è finita al meglio, rovinata da un Chievo che fino alla fine ci ha creduto e ha strappato il primo storico pareggio a Torino. Il 3-3 finale ha interrotto la corsa dei bianconeri, pronti a riportarsi a meno quattro dell’Inter e guardare con più serenità il match dei nerazzurri a Udine.
A fine gara, il rammarico è soprattutto per questo, per la chance mancata per accorciare le distanze dalla vetta. Parola di Sebastian Giovinco: «Abbiamo mancato un’occasione, potevamo vincere e riavvicinarci. Peccato perché avremmo meritato, a parte la prima mezz’ora in cui abbiamo avuto qualche difficoltà, per il resto abbiamo creato le nostre occasioni. Ora dobbiamo continuare a pensare a noi stessi e non all’Inter».
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venerdì 3 aprile 2009
L'asfalto cancella i primi gol di Del Piero
Sta per essere asfaltato il campetto sul quale la bandiera della Juventus, Alessandro Del Piero, ha mosso i suoi primi passi da calciatore: verrà costruito un parcheggio...
Non sarà il Santiago Bernabeu, ma per qualcuno vale forse anche di più. Su quel campo sono già iniziati i lavori, le ruspe hanno sradicato dal terreno ciò che rimaneva di un campetto di periferia, con pochi ciuffi di erba spelacchiati e con i pali e le traverse delle porte arrugginite. Nascerà un parcheggio, presto l"erba lascerà il posto all'asfalto: le chiamano "opere di urbanizzazione", in realtà certificano l'abbattimento dei ricordi. Per tutte quelle persone che sul quel campetto sono cresciute.
Lo spazio in questione si trova, o meglio si trovava, a Saccon di San Vendemiamo, vicino a Conegliano in provincia di Treviso. Alessandro Del Piero, non uno qualunque, ha mosso proprio sul quel campetto i primi passi della sua vita da calciatore. Era ancora un bambino, non immaginava nemmeno che sarebbe diventato la bandiera di una delle squadre più titolate del mondo. Nella sua biografia, "Semplicemente Del Piero", il capitano della Juventus ricorda con affetto quel campo sul quale, dai 5 agli 11 anni, non perdeva occasione per provare e riprovare i colpi che, solo dieci anni più tardi, l'avrebbero fatto conoscere al mondo intero.
Ora, però, la cornice del sogno da bambino di Del Piero sta lasciando il posto all'asfalto fumante: un parcheggio sostituirà il terreno di gioco della scuola Comunale di Saccon. Le ruspe sono già avviate, e sarà impossibile tornare indietro. Nonostante la protesta dei tifosi del calciatore, che hanno visto proprio sul quel campo le prime giocate del fantasista della Juventus. Nonostante la richiesta di spiegazioni di Stefano, fratello e manager di Alex, che una volta venuto a conoscenza della situazione, ha cercato invano di bloccare i lavori.
Chi ha letto la biografia di Del Piero sa che il campione bianconero è particolarmente legato ai luoghi dove è cresciuto. Non perde occasioni per ricordarli: "Quando veniva il bel tempo, saltava sempre fuori un pallone, su quel campo ci si trovare per giocare tutti insieme, senza pensieri...". Con la leggerezza propria solo dei bambini, e con i sogni che si portano inevitabilmente dietro un pallone e una porta da calcio.
La speranza, così come afferma anche il presidente del primo club di Del Piero, Gabriele Meloni, è che "venga costruito un nuovo campetto per il complesso che sta per crescere". Non sarà la stessa cosa, ma sul nuovo campo...altri sogni potranno prendere vita. Del Piero insegna.
Andrea Tabacco / Eurosport
Non sarà il Santiago Bernabeu, ma per qualcuno vale forse anche di più. Su quel campo sono già iniziati i lavori, le ruspe hanno sradicato dal terreno ciò che rimaneva di un campetto di periferia, con pochi ciuffi di erba spelacchiati e con i pali e le traverse delle porte arrugginite. Nascerà un parcheggio, presto l"erba lascerà il posto all'asfalto: le chiamano "opere di urbanizzazione", in realtà certificano l'abbattimento dei ricordi. Per tutte quelle persone che sul quel campetto sono cresciute.
Lo spazio in questione si trova, o meglio si trovava, a Saccon di San Vendemiamo, vicino a Conegliano in provincia di Treviso. Alessandro Del Piero, non uno qualunque, ha mosso proprio sul quel campetto i primi passi della sua vita da calciatore. Era ancora un bambino, non immaginava nemmeno che sarebbe diventato la bandiera di una delle squadre più titolate del mondo. Nella sua biografia, "Semplicemente Del Piero", il capitano della Juventus ricorda con affetto quel campo sul quale, dai 5 agli 11 anni, non perdeva occasione per provare e riprovare i colpi che, solo dieci anni più tardi, l'avrebbero fatto conoscere al mondo intero.
Ora, però, la cornice del sogno da bambino di Del Piero sta lasciando il posto all'asfalto fumante: un parcheggio sostituirà il terreno di gioco della scuola Comunale di Saccon. Le ruspe sono già avviate, e sarà impossibile tornare indietro. Nonostante la protesta dei tifosi del calciatore, che hanno visto proprio sul quel campo le prime giocate del fantasista della Juventus. Nonostante la richiesta di spiegazioni di Stefano, fratello e manager di Alex, che una volta venuto a conoscenza della situazione, ha cercato invano di bloccare i lavori.
Chi ha letto la biografia di Del Piero sa che il campione bianconero è particolarmente legato ai luoghi dove è cresciuto. Non perde occasioni per ricordarli: "Quando veniva il bel tempo, saltava sempre fuori un pallone, su quel campo ci si trovare per giocare tutti insieme, senza pensieri...". Con la leggerezza propria solo dei bambini, e con i sogni che si portano inevitabilmente dietro un pallone e una porta da calcio.
La speranza, così come afferma anche il presidente del primo club di Del Piero, Gabriele Meloni, è che "venga costruito un nuovo campetto per il complesso che sta per crescere". Non sarà la stessa cosa, ma sul nuovo campo...altri sogni potranno prendere vita. Del Piero insegna.
Andrea Tabacco / Eurosport
domenica 29 marzo 2009
Partita del Cuore, ci sarà anche Del Piero
Il 18 maggio il capitano della Juve guiderà l'assalto alla nazionale cantanti
TORINO, 27 marzo - Ci sarà anche Alex Del Piero nella "Partita del Cuore" che il 18 maggio si giocherà all'Olimpico di Torino. Si affronteranno la nazionale cantanti e una squadra capitanata, scusate il giro di parole, dal capitano della Juventus. Ancora mistero sugli altri componenti del team. Sarà lo stesso Alex a comunicare i nomi nei prossimi giorni. Tra le new entry fra i cantanti, il vincitore di Sanremo 2009 Marco Carta ed Emanuele Filiberto di Savoia, reduce dal successo a "Ballando con le stelle".La partita sarà trasmessa in diretta su Raiuno alle 21. «Ne vedremo delle belle» ha detto oggi Paolo Belli, uno dei giocatori della nazionale cantanti e membro del consiglio direttivo della squadra. «Speriamo che Alex non coinvolga tutti giocatori della Juve o atleti analoghi - ha scherzato - altrimenti siamo fritti. Alex ci teneva tanto a fare questa partita a Torino e noi siamo stati contenti di organizzarla con lui, anche perché questa città è sempre più aperta ad eventi culturali, generosa e disponibile. D'altronde Alex da anni si occupa di beneficenza, ma senza che questo si sappia, questa volta è uscito allo scoperto».
L'incasso della partita verrà devoluto all'associazione "Donne donatrici di cordone ombelicale" e alla costruzione a Roma del centro La Mistica, che ospiterà i bimbi di famiglie disagiate per dare loro un mestiere e quindi un futuro. «Per noi è sempre un grande divertimento giocare la Partita del Cuore - ha detto Belli - ma anche un'occasione speciale perché pensare di fare qualcosa per i bambini più in difficoltà è proprio una bella sensazione. Io gioco in difesa mentre tutti, generalmente, vogliono giocare all'attacco, ma in difesa si gioca di più, e quindi ci si diverte di più, per cui io sono contento. Ci attendiamo allo Stadio di Torino 40-50 mila persone, sono certo che sarà una grande serata. La settimana prima andremo in ritiro, sempre a Torino, ma non sappiamo ancora dove, perché un sacco di enti e di associazioni si sono messe generosamente a nostra disposizione, valuteremo, forse andremo a Vinovo».
Intanto si sta formando la squadra dei cantanti che dovrebbe essere al completo con le sue figure migliori, ovvero Morandi, Ramazzotti, Antonacci, Raoul Bova, Enrico Ruggeri, Marco Carta, Povia, Marco Masini, i Gemelli Diversi, Niccolò Fabi, Neri Marcorè, Luca Barbarossa. «Ci sarà anche il principe Emanuele Filiberto me lo ha confermato all'ultima puntata di Ballando sotto le stelle» ha concluso Belli. Che ha poi rivolto una scherzosa minaccia a Del Piero: «Caro Alex ti daremo del filo da torcere, ci stiamo preparando».
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DEL PIERO "PORTE APERTE A CASSANO"
(AGI/ITALPRESS) - Torino, 27 mar. - Porte aperte per l'arrivo di grandi campioni ma anche la grande voglia di tornare a vestire la maglia azzurra. Intervistato da "La Repubblica", Alessandro Del Piero ripercorre la sua infanzia, i primi passi da calciatore e il debutto nella prima squadra del Padova ("e' li' che mi sono accorto di essere Del Piero, giocando con gente come Albertini, Di Livio, Benarrivo, Galderisi, mi misuravo con loro e c'ero") fino ad arrivare al presente. Un presente in cui e' diventato ormai una bandiera della Juventus, situazione della quale si dice fiero senza "nessun rimpianto anche se resta il fascino del Real Madrid, del Manchester United, cioe' dei campionati stranieri in cui non ho giocato e non giochero' mai". Da tempo, pero', si comincia a parlare di erede di Del Piero e in molti puntano su Cassano. L'eventuale arrivo del talento di Bari Vecchia trova a sorpresa uno sponsor d'eccezione nello stesso capitano bianconero, che non teme problemi di dualismo. "Senza offesa - spiega - la mia vita calcistica non teme l'arrivo di Cassano e di nessun altro. Comunque, non vedo concorrenza spietata: abbiamo ruoli diversi e potremmo benissimo coesistere. Finche' arrivano i campioni, tutto a posto". Anche perche' Del Piero vuole tornare a vincere. "Ne ho proprio bisogno - ammette - In queste tre stagioni e' successo tutto ed e' ora di rivincere qualcosa. Io penso che quest'anno una vittoria ci scappera'. Se l'Inter rallenta, noi ci saremo". Guardandosi indietro non manca qualche rimpianto, ci sono partite che il numero 10 della Juve vorrebbe rigiocare, "una delle tre finali perse di Champions, una a caso. E magari la finale dell'Europeo 2000". E a proposito di Nazionale, Del Piero non ha intenzione di farsi da parte. "Lippi e' stato molto chiaro, adesso ha necessita' di vedere altri, da me si aspetta che giochi e faccia bene - sottolinea - Ho assorbito la cosa, non la vivo come un problema e neanche come una perdita definitiva: almeno, Lippi non me l'ha trasmesso". Una vita da star, ma con l'esigenza di staccare ("non posso sempre essere Alex Del Piero, il numero 10 della Juve. Bisogna pensare alla vita quotidiana, al futuro, anche se davvero non riesco a vedermi tra dieci, vent'anni"), il capitano bianconero parla anche di attualita', a partire dalla crisi economica. "Anche se sono diventato ricco, l'approccio alla vita credo sia il medesimo - dice - I soldi risolvono un bel po' di problemi pratici, pero' conosco un sacco di ricchi tristi, anche nel calcio e non e' retorica: e' la verita'. In questo mondo c'e' solitudine, a volte depressione. Siamo persone con dei sentimenti, persone anche fragili. Vedo gente che ha doni e li spreca, e si butta via".Una battuta anche su calcio inglese e basket americano, due delle sue grandi passioni. "In Inghilterra e' tremendamente bello andare allo stadio, persino i colori delle maglie brillano di piu' - spiega Del Piero - E gli americani sono spettacolo puro, forse condito da troppo contorno e troppa tivu'. Poi, e' chiaro che la passione latina e' qualcosa di fenomenale: servirebbe un mix, ma con piu' attenzione alla bellezza da parte nostra. Da noi, nessuna moviola ripete le dieci azioni migliori della domenica, solo i mancati rigori o i fuorigioco".
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giovedì 26 marzo 2009
Del Piero, tripletta per Lippi
(Sportal) Non convocato dal commissario tecnico della Nazionale, Marcello Lippi, per le gare con Montenegro e Repubblica d'Irlanda, il capitano della Juventus, Alessandro Del Piero, si scatena contro la Primavera bianconera realizzando una tripletta.4-2 il finale dell'amichevole in famiglia a favore della squadra di Claudio Ranieri: a segno anche David Trezeguet e, per i più giovani, il talentuoso Daud con una doppietta.
Oltre agli otto nazionali e agli assenti di lungo corso, in campo non si sono visti neppure Camoranesi e Salihamidzic, rimasti in palestra, ed Ekdal, fermo per una faringite.
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martedì 24 marzo 2009
Roma-Juventus 1-4
Nostra Signora del sabato!Altro che febbre. La Juventus di sabato si trova a meraviglia e dai cinque anticipi consecutivi si porta a casa un en-plein da urlo: cinque gare, cinque vittorie. Dopo quelle con Palermo, Napoli, Torino nel derby e Bologna, ne arriva una di prestigio con la Roma.
Splendida la prova dei bianconeri nella capitale, capaci di battere la squadra di Spalletti – incerottata ma sempre pericolosa – con un perentorio 4-1. Serata da ricordare per tanti, soprattutto per coloro che in questo stadio avevano già lasciato il segno: Iaquinta firma una grande doppietta, Mellberg bissa la prodezza già riuscita con la Lazio e Nedved si regala un gol capolavoro in quello che dovrebbe essere il suo ultimo “derby” contro i giallorossi. Di Loria, la rete del provvisorio 1-1 ad inizio ripresa.
La squadra di Ranieri continua dunque la sua rincorsa e si riporta a -4 dall’Inter, impegnata domenica in casa con la Reggina. Comunque vada al Meazza, la Juventus arriva al meglio alla sosta per le Nazionali, con una dote di 19 punti nelle ultime sette partite.
Nella sfida dei tanti assenti, Ranieri sta meglio rispetto al collega Spalletti. L’undici mandato in campo è di tutto rispetto: Del Piero e Iaquinta di punta, Giovinco confermato titolare, così come Salihamidzic, Tiago e Poulsen al centro, Chiellini subito in campo anche se protetto da una maschera.
La gara inizia sui binari dell’equilibrio. La Roma prova a prendere l’iniziativa, la Juventus aspetta e riparte in velocità con Giovinco, Del Piero e Iaquinta. In particola è l’ex Udinese a creare i maggiori pericoli, anche con i suoi movimenti che lasciano spazio agli inserimenti dei compagni.
Ma soprattutto in zona gol che lascia il segno con il gol che apre la gara: è il 34’ quando la Juve parte in contropiede, assist di Giovinco, controllo ad accentrarsi e destro a incrociare imparabile per Doni. E’ la rete che decide un primo tempo in cui i due portieri devono intervenire poco, ma in cui la squadra di Ranieri dà sempre l’impressione di poter lasciare il segno.
Ripresa. Tornano in campo gli stessi 22, ma la Roma è più convinta e trova subito il pari. Da un’azione d’angolo, Loria trova lo spazio e batte Buffon con una girata mancina: 1-1 e tutto da rifare per i bianconeri. Che ci mettono davvero poco per rimettere la testa avanti. Al 9’, cross di Grygera deviato e Iaquinta è lestissimo a lanciarsi sul pallone e schiacciarlo di testa in rete.
L’1-2 potrebbe diventare subito un 1-3, ma Riise si sostituisce a Doni e salva su Del Piero a termine di un contropiede a mille all’ora portato avanti dal capitano e dal solito Iaquinta. Spalletti gioca la carta Montella, in campo per Loria. Ma è ancora la Juve a colpire, con un altro “abitudinario” dell’Olimpico. Dopo il gol con la Lazio, Mellberg infila anche la Roma, in fotocopia: di testa su azione d’angolo, nella stessa porta.
Alla festa partecipa anche Pavel Nedved, un altro che lo stadio della capitale lo conosce bene. Quattro minuti dopo il suo ingresso in campo inventa un dei gol più bella della sua carriera con un sinistro al volo da fuori area che non dà scampo a Doni: 1-4! E’ in pratica l’ultima emozione di una gara che finisce con un quarto d’ora d’anticipo. Solo Buffon riesce ad iscrivere il proprio nome nel tabellino, salvando su Baptista e sul giovane D’Alessandro (entrato nel finale con Stojan).
Serie A 2008/09 – 10ª giornata di ritorno
Roma, stadio Olimpico
Sabato 21 marzo 2009
ROMA-JUVENTUS 1-4 (0-1)
RETI: 34’ pt e 10’ st Iaquinta, 3’ st Loria, 23’ st Mellberg, 29’ st Nedved.
ROMA: Doni; Panucci, Mexes, Loria (17’ st Montella), Riise; Felipe, Brighi; Tonetto, Baptista; Menez (37’ st D’Alessandro), Vucinic (47’ st Stojan). A disposizione: Arthur, Crescenzi, Malomo, Brosco. All. Spalletti.
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro; Salihamidzic, Tiago (25’ st Nedved), Poulsen, Giovinco (27’ st Marchionni); Iaquinta, Del Piero. A disposizione: Chimenti, Zebina, Knezevic, Castiglia, Trezeguet. All. Ranieri.
ARBITRO: Rocchi di Firenze.
AMMONITI: 24’ pt Loria, 29’ pt Tiago, 40’ pt Mexes, 23’ st Loria, 25’ st Molinaro, 33’ st Menez.
Iaquinta: «Ora vinciamo le altre nove partite!»
Passano gli anni, ma la Juventus non perde una delle sue doti migliori: non fermarsi mai a gioire per una vittoria, ma pensare subito alla prossima. E questo, Vincenzo Iaquinta lo ha capito subito.
A pochi minuti dallo splendido 4-1 sulla Roma, che ha portato a cinque i successi di fila, già pensa a quello che succederà dopo lo sosta: «Noi continuiamo a guardare a noi stessi e non all’Inter. Mancano nove partite da giocare e vogliamo vincerle tutte, continuando su questa strada. Oggi sono contento della prestazione mia e della squadra. Abbiamo dimostrato compattezza, l’unione è sempre stata la nostra forza e lo abbiamo ribadito anche stasera».
Mellberg: «L’Olimpico mi porta bene!»
E’ un Olof Mellberg in versione “par condicio”. Un gol alla Lazio, un gol alla Roma: stesso stadio, stessa porta e stessa prodezza. Lo svedese continua a crescere partita dopo partita e anche in fase offensiva trova il modo di lasciare il segno.
Questa volta, la rete è anche servita per un successo bello e fondamentale. Un motivo in più per farlo sorridere: «Sono riuscito a segnare nella stessa porta, evidentemente l’Olimpico mi porta bene, sono contento perché è un bello stadio. Con la Roma è sempre difficile giocare, soprattutto qui, per questo la nostra vittoria è importante. Sono soddisfatto di come sta andando la mia stagione, il mister mi ha subito dato spazio e fiducia e con i compagni mi trovo perfettamente a mio agio».
Ranieri: «Senso pratico e velocità, la squadra mi è piaciuta»
Aveva ragione, Claudio Ranieri, a temere una Roma incerottata ma sempre pericolosa. I giallorossi fanno la loro gara e per superarli ci vuole la miglior Juventus. Anzi, una delle migliori Juventus della stagione. Un 4-1 all’Olimpico, proprio come nel 2006, in grado di tenere i bianconeri ancora in corsa.
A fine gara, il mister bianconero non cambia le sue idee sul campionato e sugli obiettivi della sua squadra. «Noi giochiamo sempre per dare il massimo e per migliorarci, sapendo che una squadra che vuole vincere deve pensare soprattutto a se stessa. Sono contento soprattutto dello spirito che anima questi ragazzi, è lampante come cerchino sempre la vittoria. Stasera abbiamo trovato una Roma penalizzata dagli assenti ma aiutata dal proprio pubblico, ma abbiamo giocato con le giuste distanze e le giuste geometrie. Mi sono piaciute la velocità e il senso pratico. Bravo Iaquinta, in passato ha avuto piccoli acciacchi, ma adesso è fresco e può spingere. Nedved? Spero che possa cambiare idea e non smetta, un giocatore così lo vorrei sempre nello spogliatoio».
Giovinco: «Questa è la mentalità giusta da tenere»
Nella sfida tra squadre “incerottate” è la Juventus a calare il poker e a ottenere una vittoria netta e chiara. Un 4-1 in cui è emersa ancora una volta la qualità del gruppo a disposizione di mister Ranieri. Due gol di Iaquinta, uno di Mellberg, un’altra prestazione di quantità di Salihamidzic e una di qualità di Giovinco.
Per Sebastian continua il momento d’oro e dopo la prodezza con il Bologna, all’Olimpico ha vestito i panni dell’uomo assist e regalato giocate positive. La sensazione è che nel finale di stagione, con un Giovinco così, ci sarà da divertirsi: «So di avere ancora tanto da imparare, cerco sempre di fare bene e i compagni di stanno aiutando molto. Giocando con continuità, cresce il feeling con tutti, soprattutto con Del Piero, e pian piano ci capiremo sempre di più. Stasera era importante vincere e far bene, questa è la mentalità che dobbiamo tenere».
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Ed ecco una cosa a cui tengo personalmente, l'eurogol d Pavel Nedved: godetevelo.
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